lunedì 21 dicembre 2009

Il racconto dell'isola sconosciuta







Josè Saramago

Nato in Portogallo, cresciuto mantenendosi con il suo lavoro, dopo aver scritto diversi libri e combattuto fino alla fine il regime dittatoriale di Salazar, Josè Saramago raggiunge il successo negli anni ’80. Dopo “Memoriale del convento” e “Zattera di pietra” ci regala ancora un altro capolavoro nel 2003: “Il racconto dell’isola sconosciuta”.
L’uomo che voleva una barca, il protagonista di questo libro, desiderava andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, un’isola che non esiste sulle cartine geografiche. “E qual è quest’ isola sconosciuta di cui volete andare in cerca” obiettava il Re, ascoltando la sua richiesta “Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta”.
L’uomo che voleva una barca credeva di essere solo, ma il destino, quel destino che ci riserva molte sorprese, che “ha già allungato la mano per toccarci la spalla, e noi siamo ancora lì a mormorare” cambia la rotta del suo percorso mettendolo anche a contatto con diversi personaggi.
Ebbene, Saramago ci guida in un viaggio dentro noi stessi, nell’autoconoscenza, nella nostra più profonda interiorità, prendendo simbolicamente il mare, segno dell’infinito e di tutto ciò che è ancora a noi sconosciuto, perché “se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei”..
L’isola sconosciuta quindi è in ognuno di noi e l’avventura narrata in questo racconto rappresenta quel viaggio misterioso che è la vita.

Saramago racconta le vicende del protagonista con un linguaggio semplice e innovativo nello stesso tempo. Utilizza simboli come la barca, il mare, le isole per rappresentare l’ universo entro il quale le vicende umane si svolgono. Universo esteriore ed interiore.

Il peso della farfalla di Erri De Luca


Questa è la storia di un camoscio, magnifico animale di montagna, che rimasto orfano, impara tutto da solo, senza appartenere a un branco. È forte, unico, bellissimo. Sfida tutti senza timore e diventa il “re dei camosci“. Ma questa è anche la storia del cacciatore che lo ucciderà. Il vecchio cacciatore che vive da solo nella casa del bosco e racconta poco della sua caccia, perché non ha storie da raccontare. Nemmeno una che possa conquistare una donna. Con sua sorpresa una giornalista si mette in testa di seguirlo, su in montagna. Non accetta subito la cosa. Perché lui non è abituato a frequentare le donne e chi non le frequenta, scrive Erri De Luca, ha “dimenticato che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna“. Il cacciatore è spaesato e ha timore. E poi da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro. Uno scontro che conoscerà fine nel mese di novembre. E' un autunno particolare, quello. Un giorno perfetto con la neve ad occidente e il re dei camosci sa che quello è il giorno giusto. Sente l’odore dell’uomo, lo sfida con la sua velocità, la sua prontezza, fino a quando, a un certo punto salta su un sasso appuntito e resta immobile. Fermo, ad aspettare il colpo che gli attraverserà il petto. Cade a terra , privo di vita. E il branco invece di sparpagliarsi, si raduna intorno a lui a rendergli omaggio. Il cacciatore guarda. Non se la sente di aprirgli il petto e poi di sviscerarlo, così se lo mette sulle spalle . “Camminano" insieme e durante il cammino il cacciatore vede una farfalla volare, lieve, tra le corna del camoscio e non riesce a mandarla via. Quel battito di ali è come un peso aggiunto e il cacciatore, stanco e provato, cade a terra insieme al camoscio. Saranno trovati uniti, in primavera, da un cacciatore che li seppelirà insieme.


Libro breve, scritto benissimo, con un ritmo deciso, ma con una musica lenta, paziente. Erri de Luca racconta questa storia in maniera molto lieve, lieve come la neve che fa cadere in montagna e come il battito d’ali di quella farfalla bianca. Con abilità e rispetto entra in queste due solitudini, raccontandoci prima di un duello lungo anni e poi di una pietà finale, di un abbraccio forte e eterno che vede queste due solitudini legate nella morte, come lo erano anche nella vita. Leggera e presente emozione.

Lucia Dell’Olmo
ascolta la presentazione dalla stessa voce dell'autore cliccando di seguito:
http://www.youtube.com/watch?v=P0ejJAVvc3Q&feature=player_embedded