Vi auguro sogni a non finire e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno. Vi auguro di amare quel che va amato e dimenticare quel che va dimenticato. Vi auguro passioni. Vi auguro silenzi. Vi auguro canti di uccelli al risveglio e risate di bambini. Vi auguro di resistere all’arenamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Soprattutto, vi auguro di essere voi stessi. (Jacques Brel)E non dimenticate il valore di quel “rumore di fondo dei classici” di cui parlava Calvino: tale rumore torna sempre a chiamarci perché ci parla di noi, delle nostre radici, della memoria che ci identifica e del nostro futuro. Bernardo di Chartres, già diversi secoli fa, affermava che “ noi siamo come nani seduti sulle spalle dei giganti. Vediamo quindi un numero di cose maggiore degli antichi, e più lontane. E non già perché la nostra vista sia più acuta, o la nostra statura più alta, bensì perché essi ci sostengono a mezz'aria e ci innalzano di tutta la loro gigantesca altezza”. I giganti di Bernardo sono naturalmente i “grandi” del passato, i pensieri e le opere degli autori, la storia complessa e tormentata che li ha partoriti. È questa ricchezza che può dare senso al nostro presente, sostenendoci nella difficile impresa di costruire un futuro umanamente accettabile e aperto alle altre culture. In bocca al lupo per l'Università!
giovedì 5 luglio 2012
Ai miei allievi della Terza A
(che da poco ho esaminato e quindi ormai ex...)
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