giovedì 5 luglio 2012

Ai miei allievi della Terza A (che da poco ho esaminato e quindi ormai ex...)
Vi auguro sogni a non finire e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno. Vi auguro di amare quel che va amato e dimenticare quel che va dimenticato. Vi auguro passioni. Vi auguro silenzi. Vi auguro canti di uccelli al risveglio e risate di bambini. Vi auguro di resistere all’arenamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Soprattutto, vi auguro di essere voi stessi. (Jacques Brel)
E non dimenticate il valore di quel “rumore di fondo dei classici” di cui parlava Calvino: tale rumore torna sempre a chiamarci perché ci parla di noi, delle nostre radici, della memoria che ci identifica e del nostro futuro. Bernardo di Chartres, già diversi secoli fa, affermava che “ noi siamo come nani seduti sulle spalle dei giganti. Vediamo quindi un numero di cose maggiore degli antichi, e più lontane. E non già perché la nostra vista sia più acuta, o la nostra statura più alta, bensì perché essi ci sostengono a mezz'aria e ci innalzano di tutta la loro gigantesca altezza”. I giganti di Bernardo sono naturalmente i “grandi” del passato, i pensieri e le opere degli autori, la storia complessa e tormentata che li ha partoriti. È questa ricchezza che può dare senso al nostro presente, sostenendoci nella difficile impresa di costruire un futuro umanamente accettabile e aperto alle altre culture. In bocca al lupo per l'Università!