martedì 29 dicembre 2009

L'arte della vita di Zygmunt Bauman



"Quale che sia il contante e il credito di cui disponiamo, non troveremo in un centro commerciale l'amore e l'amicizia, i piaceri della vita familiare, la soddisfazione di prenderci cura dei nostri cari o di aiutare un vicino in difficoltà, l'autostima per un lavoro ben fatto, la gratificazione dell'«istinto di operosità» che chiunque possiede, la simpatia e il rispetto dei colleghi di lavoro e delle altre persone con cui abbiamo a che fare; e non potremo ottenere la libertà dalle minacce dell'indifferenza, del disprezzo, delle offese e dell'umiliazione."

Il denaro, il potere procurano la felicità?

Bauman apre questo suo saggio con una dettagliata analisi di come sia errato ciò anche se oggi sembra che dire potere d'acquisto sia lo stesso che dire felicità.


"Etichette, marchi e loghi sono i termini del linguaggio del riconoscimento"; difatti vengono esibiti per evidenziare un ruolo o una posizione sociale.
Non è da sottovalutare l'umano bisogno di affermarsi.
Ma allora come si può apprendere l'arte della vita?
La risposta viene da Bauman "dobbiamo tentare l'impossibile".
Perché la felicità richiede di essere sempre un gradino sopra gli altri, ma la stima degli altri è fondamentale per dare basi all'autostima...
Se delusi procediamo nella ricerca spasmodica della felicità.
"Lascio ai lettori, afferma Bauman, di decidere se la coercizione a cercare la felicità nella forma praticata nella nostra società dei consumatori liquido-moderna, renda felice chi vi è costretto."

dalla quarta di copertina:
" La nostra vita è un'opera d'arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no".

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