"Alice e i Nibelunghi” di Fabrizio Silei, con una semplicità quasi disarmante, racconta un gioco pericoloso, attuale: il negazionismo. È la storia, negli anni Ottanta, di due fratelli: una ragazza – Alice, che è colei che racconta – e un ragazzo – Riccardo – che fanno scelte diverse. Lei stringe amicizia con un piccolo nigeriano e un sopravvissuto ad Auschwitz. Lui, invece, finisce in mezzo a un gruppo di naziskin: gente razzista, violenta, impegnata a negare la storia, a infangare la memoria.
Racconta l’autore: “Un ragazzino, che diventa naziskin e abbraccia idee negazioniste, viene coinvolto in un rogo di immigrati come prova di iniziazione. Un modo per raccontare ai ragazzi, attraverso il romanzo d’avventura, chi sono i negazionisti, cosa professano e perché. Un modo per far loro comprendere che non basta collegarsi a Internet e scaricare materiale sulla shoah per fare una ricerca sensata. Non un libro sull’Olocausto, dunque, ma un libro sul e contro il negazionismo. Un libro che racconta come sia facile, in un’età difficile, ritrovarsi ultras e naziskin”.
Libro destinato ai ragazzi, ma non solo.
Fabrizio Silei, classe 1967, fiorentino. Diploma all’Istituto d’arte e laurea in scienze politiche. Per anni sociologo. Esperto di comunicazione sociale, esperto di teatro, grafico, autore di manifesti e storie illustrate. Premio speciale, nel 2007, per la sperimentazione iconica e la ricerca espressiva al “Premio internazionale di illustrazione Stepan Zavrel”. Tra le sue pubblicazioni: “Archeiten”, “Viaggio nei tre regni+1”, “Dalla Terra alla Luna. Cinque ecofiabe per un pianeta da salvare”, “Cuordipatata e i gracidatopi”. Per il teatro di narrazione: “I.M.I Italiani Mai Incontrati”, “Il dottor Semmelweis”, “La vecchia e il diavolo”.
Riccardo Cardellicchio

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